Ipercolesterolemia: perché non è (solo) colpa dei grassi?
Quando riceviamo gli esami del sangue con il colesterolo “alto”, la prima reazione è quasi sempre la stessa: “Da domani elimino formaggi, uova e burro”. Eppure, molte persone continuano a vedere quei valori immobili nonostante le rinunce.
Perché succede? La risposta risiede nella complessità del nostro metabolismo e nelle nuove evidenze scientifiche che hanno cambiato radicalmente il modo in cui noi dietisti clinici approcciamo questo problema.
Non è solo genetica, non è solo “grasso”
È vero, esiste una componente genetica (l’ipercolesterolemia familiare), ma per la maggior parte della popolazione lo stile di vita è il driver principale. Tuttavia, l’errore comune è pensare che il colesterolo nel sangue dipenda esclusivamente dal colesterolo che mangiamo.
In realtà, il colesterolo alimentare influisce solo per un 20% circa sui livelli ematici; il restante 80% è di derivazione endogena, cioè prodotto dal nostro fegato. E indovina cosa stimola il fegato a produrne di più? Non solo i grassi saturi, ma soprattutto i carboidrati ad alto indice glicemico.




